Censimento degli archivi dell’Inquisizione in Italia

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Negli ultimi venti anni le prospettive di ricerca sull’Inquisizione in Italia e sui temi connessi sono state profondamente mutate da un avvenimento archivistico senza precedenti: l’apertura nel 1998 degli archivi centrali del Sant’Ufficio e dell’Indice, conservati presso la Congregazione per la Dottrina della Fede in Vaticano.

Nel dicembre 2002 la Direzione generale per gli archivi  e la Congregazione per la Dottrina della Fede hanno stipulato un primo accordo teso a sostenere l’inventariazione dei fondi conservati presso l’archivio della Congregazione. Il lavoro avviato ha ben presto mostrato l’esigenza di conoscere in termini il più possibile esaurienti e precisi il panorama complessivo della documentazione disponibile, specificandone localizzazione, natura, caratteristiche e condizioni di conservazione e di consultabilità, sia a livello centrale che nelle molteplici sedi di conservazione sull’intero territorio italiano e anche all’estero.

Sulla scia di questi sviluppi sia storiografici sia archivistici si è avviata nel 2003 una collaborazione tra storici universitari, dirigenti dell’amministrazione archivistica di Stato e l’Archivio per la Congregazione per la Dottrina della fede per mettere in cantiere un censimento degli archivi e della documentazione inquisitoriale in Italia che rispondesse ai più aggiornati criteri. A tal fine è stato adottato un adeguato modello concettuale di rappresentazione e di descrizione dei fondi. In tal senso si è fatto ricorso al SIUSA – Sistema informativo unificato delle Soprintendenze archivistiche, un sistema informativo relazionale che si prefigura come particolarmente adatto anche per censimenti tematici.

Il risultato di questo progetto è il sito Censimento degli archivi inquisitoriali in Italia, recentemente arricchito con le schede relative al censimento degli archivi per l’Inquisizione in Piemonte.

Il sistema informativo prevede la possibilità di descrivere e ricercare:

A)  Complessi archivistici 

L’indagine può essere avviata attraverso due opzioni di ricerca guidata:

    • indice dei fondi scanditi nelle partizioni che li compongono;
    • indice generale dei complessi relativa a complessi archivistici di ogni livello.

Ricerche significative possono essere effettuate pure a partire da specifiche tipologie documentarie (processi per delitti contro la fede, lettere dell.Inquisizione romana, ecc.), delle quali viene offerta una sintetica descrizione generale: a partire da esse si può risalire alle descrizioni dei relativi complessi archivistici presenti nella banca dati.

B)  Soggetti produttori

L’indagine può essere avviata attraverso due opzioni di ricerca guidata:

      • enti (dalla diversa natura giuridica quali Inquisizioni periferiche, magistrature statali…);
      • famiglie (voce esclusa per la documentazione inquisitoriale);
      • persone (singoli inquisitori nel medioevo, commissari speciali, oppure giudici laici in casi particolari).

Ricerche significative possono essere effettuate pure a partire da:

      • i contesti storico-istituzionali all’interno dei quali hanno operato i soggetti che hanno prodotto la documentazione;
      • i profili istituzionali generali contenenti notizie comuni ad analoghi soggetti produttori (ad es. tribunale vescovile…);
      • i gli ambiti territoriali interessati dall’attività dei soggetti che hanno prodotto la documentazione;
      • i soggetti che li conservano.

URL: <http://siusa.archivi.beniculturali.it/cgi-bin/pagina.pl?RicProgetto=inquisizione>

…

Per approfondire:

Anna Pia Bidolli, Il Sistema Archivistico nazionale e i documenti dell’Inquisizione in Italia, in «Giornale di storia» (2011).

Elena Franchini
Elena Franchini
Bibliotecaria presso il Sistema Bibliotecario di Ateneo dell'Università di Pisa

OpenEdition vi suggerisce di citare questo post nel modo seguente:
Elena Franchini (16 Ottobre 2013). Censimento degli archivi dell’Inquisizione in Italia. Filosofia & Storia. Recuperato il 9 Ottobre 2026 da https://doi.org/10.58079/orgg


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